Perché è importante che gli influencer si proteggano dopo la recente interruzione di Facebook?


Senza dubbio avrai notato la recente interruzione di Facebook. A causa di problemi tecnici imprevisti, lunedì 4 ottobre 2021, Facebook, Instagram e Whatsapp sono stati completamente fuori uso per circa 6 ore.

Per  la maggior parte di noi, questo è stato un inconveniente, persino una novità, ma per gli influencer che si guadagnano da vivere basandosi sui loro follower e sui social media in generale, questa interruzione è stata la causa di gravi perdite in termini economici.

Qual è stato per loro l’impatto immediato? E cosa dovrebbero fare gli influencer al riguardo?


Il parere del nostro esperto per la risoluzione del problema: RevGlue

Questa interruzione è stata a dir poco un enorme segnale di avvertimento per gli influencer. Almeno, avrebbe dovuto esserlo. Ma ricadere nelle vecchie abitudini e lasciare che la “norma” si ristabilisca è un difetto fin troppo umano.

In questa intervista, RevGlue ci offre il suo punto di vista per identificare il motivo per cui gli influencer sono così vulnerabili ed esplora esattamente quali siano le loro opzioni per salvaguardarsi e rendere la loro carriera a prova di futuro.


Allora, qual è il problema? L’interruzione è durata solo 6 ore!

L’interruzione sarà durata solo 6 ore, ma in quel lasso di tempo, in base ad un case study condotto da CNBC, gli influencer coinvolti hanno perso tra poche centinaia di dollari  e $ 5.000. Tenendo presente che i talent presi in esame non erano nemmeno i GRANDI influencer, possiamo solo immaginare le perdite subite dai player con oltre un milione di follower, che monetizzano quotidianamente il loro feed social.

Certo 6 ore non sono la fine del mondo,  ma l’interruzione ha messo in luce il fatto che gli influencer dipendono completamente da sistemi che sfuggono al loro controllo.

Più di 200 milioni di aziende utilizzano attivamente gli strumenti di Facebook e i creatori di contenuti si affidano sia a Facebook che a Instagram per post sponsorizzati, link di affiliazione e ricavi delle vendite. L’interruzione è arrivata quando il CEO Mark Zuckerberg ha spinto per incentivare creators come TikTok, Snapchat e altre piattaforme di social media.

L’interruzione stessa è stata spiegata sulla base di problemi tecnici imprevisti, ma sicuramente gli influencer si stanno ponendo la domanda “e se?”


Quindi quali sono sono questi “E se”?

E se Facebook e Instagram crollassero di nuovo? Per più tempo questa volta.

E se la piattaforma venisse hackerata? E se cambiasse le sue regole sulla monetizzazione o decidesse di iniziare a riscuotere una parte dai creator?

E se le piattaforme cambiassero il loro algoritmo in modo che i post non vengano più visualizzati mentre spingono per una maggiore rilevabilità rispetto a mostrare i soliti post?

Tutto è possibile. La realtà è che l’interruzione avrebbe dovuto spingere i creator a iniziare a pensare al loro piano di backup e a renderli a prova di futuro.


Qual è il primo step?

Il primo passo è probabilmente qualcosa che si sta già facendo: Diversificare.

Dovrebbero (ove possibile) impostare un profilo su tutte le grandi piattaforme (Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube e Twitter).

Dovrebbero anche tenere d’occhio le piattaforme emergenti, poiché  il panorama è in continua evoluzione. Pubblicare contenuti su più piattaforme è complesso e può richiedere molto tempo, ma l’elemento di cross-over dovrebbe far inserire questa attività nelle strategie di visibilità.


Questa strategia risolve il problema e riduce i rischi?

No. La realtà è che ogni singola piattaforma sopra menzionata ha il proprio sistema e ha i propri rischi, azioni, azionisti e tecnologia.

Gli influencer semplicemente non hanno alcun controllo sull’evoluzione delle piattaforme. Inoltre, non hanno alcun controllo sull’eventuale fallimento di un canale. Prendiamo Vine, per esempio: nel 2013 Vine aveva circa 100 milioni di utenti mensili. Nel 2016 era sceso a circa 10 milioni di utenti mensili e alla fine è stato abbandonato.


Quindi cosa dovrebbero fare esattamente gli influencer per proteggersi?

Semplice. Hanno bisogno di creare qualcosa di cui possano avere il completo controllo. Dovrebbero creare un proprio sito Web cui indirizzare i propri follower per costruire una pianificazione secondo progetti propri e piani futuri.

Naturalmente, dovrebbero continuare a utilizzare i social media come sbocco principale, ma dovrebbero anche creare una canalizzazione per consentire ai propri follower di interagire con il sito Web. Iniziando, ad esempio,  a raccogliere i dati dei follower ed interagendo direttamente con loro, magari pubblicando sul sito contenuti che non possono essere trovati da nessun’altra parte. In questo modo i follower più interessati avranno la possibilità di essere coinvolti più direttamente.

Se lo scenario dovesse mai ripetersi o uno dei giganti dei social media dovesse fallire, gli influencer avranno, così, uno strumento di comunicazione già pronto con cui i loro follower potranno interagire nonostante qualsiasi interruzione dei social.


Ma costruire un sito web (e soprattutto monetizzarlo) non è difficile? Non è necessario  essere dei “tecnici”?

No. Non è difficile e in questi giorni è a malapena necessario possedere una QUALSIASI conoscenza tecnica per impostare un sito  che soddisfi gli obiettivi dell’influencer. Con gli strumenti giusti, la creazione di un sito Web completamente monetizzato e brandizzato può essere gestita in un solo giorno, senza bisogno di sapere necessariamente come creare un codice.

Investire tempo ed energia in questo processo potrebbe offrire un’ancora di salvezza se dovesse accadere il peggio. Avere un proprio webste darebbe anche un livello di controllo sul futuro che aprirebbe tante altre porte per sponsorizzazioni, monetizzazione e guadagni aggiuntivi.


Grazie a RevGlue per gli spunti di riflessione! Siamo certi che porteremo avanti una  partnership interessante e redditizia anche nel 2021.


Qui puoi trovare un’altra interessante chiacchierata con RevGlue >>


RevGlue

RevGlue offre due strumenti principali per aiutare gli influencer a creare i propri siti Web o piattaforme senza costi di gestione anticipati o mensili. L’obiettivo è aiutare a costruire il proprio brand, convertire i follower sui social media in acquirenti online, acquistare attraverso il sito Web e aiutare a guadagnare commissioni su ogni vendita.

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